Uomini sempre poco allineati

Omaggio a Luigi Bernardi



La mattina del lontano 16 ottobre 2013 se ne andava Luigi Bernardi, grande e singolare personalità dell’editoria italiana. Un carissimo amico, compagno, consigliere, collaboratore, autore di DeriveApprodi. Pubblichiamo un ricordo a cura di Sergio Bianchi.



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Luigi è stato un importante editore di riviste di fumetti di qualità nel corso degli Ottanta e primi Novanta. Poi ha fondato e diretto la casa editrice Granata Press. Aggredito in quegli anni dalla malattia ha dovuto abbandonare l’impresa dedicandosi poi alle collaborazioni con case editrici di suo gradimento. Tra queste DeriveApprodi, che ha subito puntato col suo caratteristico occhio aquilino. Lo stesso occhio che nel suo lungo percorso di scavo e ricerca gli ha permesso di scoprire a colpo sicuro alcune stelle della narrativa italiana. Per DeriveApprodi, Luigi ha diretto, insieme ad Alessandra Gambetti, la collana Vox (21 titoli), pubblicando tra gli altri: Vittorio Bongiorno, Piergiorgio Di Cara, Franco Limardi, Michele Monina, Riccardo Pedrini (ora Wu Ming 5), Giampaolo Simi nella sezione noir; ma anche autori non di genere come Marco Berisso, Emidio Clementi, Paolo Nori, Cinzia Zungolo. Ma è stato anche autore di due volumi: Pallottole vaganti. 101 omicidi italiani e A sangue caldo. Criminalità, mass media e politica in Italia. La collaborazione con DeriveApprodi si è poi articolata nella sua Bologna con la partecipazione, in qualità di docente, ai corsi di formazione in editoria organizzati e diretti per alcuni anni da Eleonora Stanzani. Segugio editoriale di razza, Luigi era intellettuale inquieto e irriverente a qualsiasi potere. Di un’indole prevalentemente taciturna sapeva essere preciso ed essenziale nell’eloquio oltre che incline a un’ironia tagliente nei riguardi del panorama culturale italiano che riteneva popolato perlopiù da anime miserabili. La sua intelligenza di intellettuale libero perché indipendente lo ha sempre tenuto al riparo dalle vacue vanità delle luci della ribalta. A lui interessava, e bastava, la stima e l’affetto sincero dei suoi autori e dei suoi amici. Gli stessi che sanno del prezioso lascito etico di uomo così sempre poco allineato.