Moscografie, Manufatto poetico 28
- Anna Papa; Silvia Tebaldi
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Chiudiamo l'anno di Machina pubblicando un testo di Anna Papa e Silvia Tebaldi, tratto da Moscografie (Zacinto edizioni, 2025), con l'augurio, alle nostre lettrici e ai nostri lettori, che che il 2026 sia l'anno della mosca: fare rumore ben oltre lo spazio che si occupa.
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Sulla sovradeterminazione delle mosche di Anna Papa, illustrazioni di Silvia Tebaldi
L’insetto ha una forma ad insetto si presenta come più o meno piccolo ma anche più o meno grande rispetto a un punto ancora più piccolo. Il rumore che fa è più grande dello spazio che occupa quando sta fermo ma non così grande da coprire lo spazio che occupa in tre secondi di giri. Può essere dietro l'orecchio allora lo sposti con una mano-paletta si muove dietro quell'altro tu alzi le mani lo scacci ti gira intorno alla testa vuoi prenderlo per farla finita ma non si lascia morire a volte fa finta, muore per finta, finge che non si sia accorto che hai preso un panno che funge da frusta che usi per prenderlo che fa scacciavia che sei da cinque minuti a spiare le sue distrazioni.

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La traiettoria che compie a volte si riesce a vedere, pare di scorgerla di unirne i punti di fare con quelli una costellazione.
(La mosca ci guarda guarda la mosca che ci sta guardando.
La mosca ci studia guarda la mosca che ci sta studiando.
La mosca cospira guarda la mosca che sta cospirando).
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Per loro la mosca è la minoranza rispetto.
Possono sapere tutto di lei sanno descriverla mentre la fissano, questo ad esempio al contrario non può funzionare.
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Vantano un'esperienza infallibile sanno le cose che attirano come scacciarla che movimenti non fare.
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Per costruire sensori acustici raffinatissimi provano a sentire al modo della mosca parassita ne entrano l'udito la osservano stupendosi in relazione al suono.
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La specie della mosca del numero variabile di specie ha qualità a cui non avevano pensato sa fare cose a cui possono arrivare con le macchine, la lista dei poteri è lunga e varia e inaspettata.
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Così però ci fanno caso solo quando capita e quando capita è se hanno poi bisogno di fare le cose al modo della mosca, a questo punto diranno che è la mosca a fare come loro, la osserveranno dicendola osservare ripeteranno
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guardando la mosca ha poi imparato.
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 Trittico monologante della mosca parassita di Silvia Tebaldi
III
Ma che ignorassimo il linguaggio umano solo all'umano può venire in mente: state dunque in campana, voi simmetrici
al sedicente sapiens, voi stirpe sprocedata, sintagmi suppuranti, sesquipedali stronzi che avete posto in schiavitù le bestie,
state in ambasce!, che è il linguaggio vostro che vi strazia e vi sbrana mentre fate
e sfate, fatti e sfatti voi
a vostra volta ovunque siete e fate: che noi sui vetri registriamo i vostri incessanti singulti et vaniloqui
poi sul nastro nascente dell'udibile per multipli in ronzii ritraduciamo.
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Anna Papa (Aversa, 1996), cresciuta nella provincia di Caserta, vive a Bologna e cerca di occuparsi di quello che le piace (quando le piace).
Silvia Tebaldi (Ferrara, 1962) ha scritto Vuoto centrale (2009) per la collana WalkieTalkie di PerdisaPop, a cura di Luigi Bernardi. Per Zona 42, Quattro lune di Giove al Capo delle Volte (2021), Il lettore dell’acqua (2023) e I giorni del vuoto (2024). Per FangoRadio, cura il programma Sinestetica. Per lavoro, si è occupata di scrittura professionale e tecnico-giuridica, di manoscritti e di fotografia.
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