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da «l’animale-bilancia»


disegno
Immagine: Roberto Gelini

Pubblichiamo alcune poesie di Luciano Mazziotta.


* * *


Quella bilancia era sospesa in un luogo che non era, e su di essa furono pesati quelli che non si trovarono. La bilancia sta da sola, non si unisce e non si mostra. Su di essa salirono, e salgono, quelli che non erano, erano e saranno.

(Zohar. Il libro dello splendore)


*


esiste infatti una teoria tutta privata

che non dimostra eppure inorridisce

quando si realizza nel conto alla rovescia

di un'isola interdetta dalla pioggia

e sopra il davanzale di grandine di pietra

atterra l'animale moribondo che trattiene

e finge di tremare per essere guardato

e finge di morire mentre accusa

non è la prima volta quindi è falso

allora non dimostra l'animale moribondo

il rischio che soppesa al davanzale

con forse una pallottola nel fegato uno strappo

la parola che dovremmo dire noi

al temporale.




*


non è la prima volta quindi è falso

però lo abbiamo visto in posizione di risparmio

raccogliere ricatti

al centro di un ricordo speculare

e noi dall'altro lato del riflesso ricordarlo

come fosse la presenza più partecipe

nell'ora prolungata della nostra reticenza

e noi dall'altro lato travisarlo

forzando il palmo su di lui per non pensare

al tempo equivalente dal quale lo accerchiamo

di bisogno di simbolico di peso

da aggiungere sul piatto di cui è ago in equilibrio

l'animale

che quando si sbilancia per un soffio

ci cancella sempre dallo sguardo - quindi è falso

però lo abbiamo visto.



*


ma quello di cui non si parla

è quanto ci coinvolga la sua fuga

se è stato un passo brusco a comprometterci un acuto

involontario stemperato dalla spinta

e l’ematoma riscoperto il giorno dopo nello specchio

dove ci accertiamo che non è

non è più

e che sia stato è un espediente di retorica

nell’ora cadenzata dalla nostra negligenza


se invece qualche gesto lo decide l’animale

allora è tutto falso

e l’una e l’altra parte che confina

e l’una in cui esitiamo e lo incolpiamo di promesse

e l’altra che raccoglie le provviste a luci spente

svuota le credenze e sincronizza la sconfitta

al volo moribondo verso il mare.



*


perseguita perseguita


persegui il pensiero che la percentuale più alta

di questa sostanza animale è sostanza

fatta a esaurirsi ma senza

raggiungere il punto ultimato ma sempre

sul pelo dell’acqua in cui affondano tutti e questa

sostanza animale fatta a esaurirsi

galleggia sul pelo dell’acqua ma sempre

con gli occhi rivolti sui tutti affondati e senza

affondare li intorbida e quindi

non è vero che muore non dirlo

altrimenti persevera e quindi

perseguita perseguita e infine


l’animale si vendica.



*


sostienilo per noi questo argomento immeritato

fino alla poltiglia dell'ultima parola

quando mastichiamo i rimasugli del discorso

e ingolfano i propositi i residui

il bolo conseguito dopo tanto ruminare

ti somiglia animale indimostrato

sostienilo su questo il peso dello sporco

fino alla cima della frase impreparata sempre

a cedere per tanto attorcigliarsi - sostienici

sopporta la malattia dell'espressione

e se qualcuno ti risponde tu

sostituiscilo

fino alla cruna della parte

nell'ora impreparata dello scoppio.



* * *


Luciano Mazziotta (Palermo, 1984) vive a Bologna e insegna Lingua e letteratura latina. Nel 2014 è uscito il suo libro di poesie Previsioni e lapsus (Zona), nel 2019 Posti a sedere (Valigie Rosse) e nel 2023 Sonetti e specchi a Orfeo da R. M. Rilke (Valigie Rosse). Suoi testi sono stati pubblicati su lit-blog e riviste cartacee.


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