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Che cosโ€™รจ lโ€™Arte Anticipazione?

Proposta di lettura delle arti contemporanee attraverso la fragilitร 


Lo sherpa riprende il cammino dopo una breve pausa estiva con una riflessione di Leonardo Caffo sullโ€™arte che parte da una domanda: a cosa serve lโ€™arte contemporanea? e attraverso uno sguardo tagliente, che lโ€™affronta di taglio, come la luce allโ€™alba su di un muro, arriva a proposte inedite e feconde.


* * *

Lui lasciรฒ questa domanda sospesa lรฌ a mezzโ€™aria continuando a pensare a tรจ e pasticcini, tรจ e pasticcini. Don Delillo, Il silenzio


1. In questa relazione vorrei spiegarvi il mio approccio, genuinamente filosofico, a quel vasto insieme di oggetti, categorie, fenomeni che cadono sotto la locuzione ยซarte contemporaneaยป. In questi anni, sia come professore allโ€™universitร  che durante la mia attivitร  di curatore di musei o progetti speciali, ho avuto una possibilitร  abbastanza rara โ€“ provare a rendere teoriche le pratiche, e abbastanza pratiche le mie teorie. Non ho intenzione di avventurarmi in una vera e propria metafisica dellโ€™arte, tipo capire che cosa lโ€™arte sia in quanto tale o se sia piรน o meno convenzionale la definizione che le affibbiamo, ma ho piuttosto lโ€™esigenza di discutere con voi proprio di come funzioni lโ€™arte contemporanea e di guardarla, per cosรฌ dire, piรน da un lato epistemologico che ontologico.


2.

Se prendiamo per buona la definizione di ยซcontemporaneoยป come qualcosa di diverso dallโ€™attuale, mi riferisco chiaramente al lavoro di Giorgio Agamben, dobbiamo prendere per buona contestualmente una sua connotazione di tipo politico che richiami al conflitto con lo spirito del tempo. Questo ci porterebbe verso una strada semplice, il contemporaneo nellโ€™arte come conflittuale. Una strada semplice dicevo, e dunque per adesso da escludere. Non credo sia il caso, almeno in questa sede, di evidenziare come e quanto lโ€™arte con cui abbiamo a che fare oggi sia almeno in parte connessa al discorso sulla fine dellโ€™arte di Hegel: la nascita del concettuale, la morte dellโ€™idea romantica di bellezza, lโ€™arte come ragionamento e non piรน soltanto come sistema estetico e superiore alle altre discipline, la volontร  dellโ€™arte di aprire dialoghi con ogni altra scienza dovendosi perรฒ giustificareโ€ฆ ยซse posso dire la stessa cosa con la scienza o con la filosofia, allora perchรฉ lโ€™arte?ยป.


3.

Ecco dunque, il ยซdire la stessa cosaยป. Un filosofo piรน hegeliano di quanto si possa credere, Ludwig Wittgenstein, termina come รจ noto il suo Tractatus con lโ€™idea epocale che si debba tacere ciรฒ che non si puรฒ spiegare con il linguaggio logico e/o naturale. In molti, tipica mossa teorica anche dellโ€™approccio del pensiero filosofico italiano contemporaneo, considerano questa proposta di Wittgenstein come un invito alla poesia e allโ€™arte โ€“ non dire, ma mostrare, ciรฒ su cui si deve tacere. รˆ qui che giace, ma non รจ questo il mio tema oggi, la frattura piรน complessa tra due diverse famiglie di filosofie delle arti โ€“ quella continentale, a cui forse appartengo anche io, e quella analitica che prova a catturare con tassonomie stringenti (e fallaci) definizioni asettiche di arti e mestieri.

4.

Fine dellโ€™arte o meno, resta evidente che lโ€™arte sia un fenomeno estetico. Puรฒ farsi col suono o col pennello, col tatto o con la performance, ma รจ di una modifica del modo di percepire il mondo che parliamo. Qui il primo punto, ripeto contrario alle ontologie asettiche delle arti inaugurate da teorici come Arthur Danto: in quanto dominio di oggetti relazionali, esistenti nellโ€™incontro tra le menti e i mondi, lโ€™arte non รจ definibile a partire dai suoi oggetti ma dalle sue percezioni. Lโ€™arte non ha uno statuto ontologico duro ma un vestito epistemologico morbido e strettamente connesso allo spirito dei tempi. Non ha nessun senso, nonostante la letteratura sul tema sia proliferante, chiedersi โ€“ che cosa รจ lโ€™arte contemporanea? โ€“ perchรฉ la domanda corretta รจ โ€“ a cosa serve lโ€™arte contemporanea?

5.

Un primo controargomento a quanto vi sto raccontando potrebbe essere che, in questo modo, io dia per scontato che lโ€™arte serva o debba servire a qualcosa. Cโ€™รจ un pregiudizio romantico dietro questo argomento basato sullโ€™idea che la chimica o la fisica debbano ovviamente servire a qualcosa, mentre ciรฒ che riguarda lโ€™arte debba essere svincolato da qualsivoglia idea di utilitarismo cognitivo. Tutto ciรฒ dicevo, oltre a essere ammantato di un romanticismo dรฉmodรฉ, va in conflitto proprio con quellโ€™ideale di Wittgenstein per cui esiste qualcosa che esula dal dominio dellโ€™esattezza, su cui le scienze esatte devono appunto tacere, ma che pur sfociando nel misticismo sembra avere un ruolo fondamentale nella teoria generale della conoscenza umana. รˆ abbastanza ovvio che lโ€™arte o la poesia contemporanea servano a qualcosa, e non cโ€™รจ niente di assurdo nellโ€™iniziare la nostra indagine da questo nodo concettuale.


6.

Prendiamo, a campione e in ordine sparso, alcune tendenze aggettivanti dellโ€™arte contemporanea recente: arte povera, land art, arte di strada, superflat, stucchismo, post-contemporary, fight-specific, metamodernista, arte virtuale, altermodern, pseudorealista, ecc. Esiste qualcosa che mette in comune tutto ciรฒ? รˆ sul solco della volontร  di rispondere a questa domanda che questa mia breve ricerca che oggi condivido con voi si colloca. Mettiamo subito da parte lโ€™idea che la tecnica con cui si produce lโ€™arte contemporanea sia importante per rispondere a questa domanda e passiamo immediatamente a chiederci se ci sia uno scopo comune che accomuna artisti come Damien Hirst o Maurizio Cattelan, Tomas Saraceno o Paloma Varga Weisz, Ed Atkins o Anri Sala, Giorgio Griffa o Claudia Comte, Jimmie Durham o Antoni Cumella. Forti dellโ€™ormai totale inadeguatezza di definizioni banalmente convenzionaliste tipo ยซarte รจ tutto ciรฒ che viene definita come tale dal sistema dellโ€™arteยป, penso ai dibattiti che coinvolsero Kendall Walton o Richard Wollheim per esempio, la mia volontร  รจ osservare un punto di arrivo comune del vasto mondo dellโ€™arte contemporanea. Credo sia infatti ormai impossibile prendere sul serio teoria come quella di George Dickie per cui non ha senso cercare lโ€™essenza dellโ€™arte dato che non vโ€™รจ ne รจ nessuna e che il massimo a cui possiamo aspirare รจ una blanda riflessione sulle pratiche stipulate nel corso della storia allโ€™interno del mondo dellโ€™arte.

7.

La definizione di lavoro che condivido con voi, volta a inserire un nuovo tassello nella distinzione filosofica tra attuale e contemporaneo รจ quella di AA โ€“ Arte Anticipazione. Lโ€™anticipazionismo, che รจ il modo con cui ho definito in varie sedi il mio approccio alla estetica, รจ lโ€™idea che esista una particolare forma della produzione di presente che non sia volta nรฉ a essere attuale (qui e ora) nรฉ allโ€™essere contemporanea (in conflitto col qui e ora). Esiste una particolare forma di produzione del presente volta a mostrare come sarร  o come potrebbe essere il qui e ora senza immediatamente giudicarlo (come avviene col contemporaneo) โ€“ una produzione di senso, controfattuale o para-divinatoria in relazione al futuro di cui fanno parte molte discipline che vanno dalla moda al design ma di cui รจ protagonista indiscussa, perchรฉ slegata da ogni discorso funzionale stretto, proprio lโ€™arte contemporanea.


8.

AA โ€“ Arte Anticipazione. Definisco con questa locuzione la produzione tipica delle recenti arti contemporanee intese come discipline modali, ovvero volte a mostrare possibilitร  alternative o future degli stati specifici dellโ€™essere su cui quantificano attraverso i loro oggetti, categorie, fenomeni.

9.

Cโ€™รจ una ragione molto ovvia per cui la direzione che hanno preso le arti contemporanee รจ questa, legata allโ€™idea che nel mondo attuale le possibilitร  trasformative siano molte meno di quanto non sembri. Uno potrebbe immediatamente pensare che questo tentativo di raccordo concettuale sia limitato dal fatto che anche la poesia o la filosofia mirano alla ยซmodalitร ยป ma vorrei subito stoppare lโ€™obiezione: lโ€™arte contemporanea, ripeto per chi vi parla completamente debitrice allโ€™ultima proposizione del Tractatus di Wittgenstein, produce una conoscenza che non รจ legata solo al ragionamento tipico delle arti concettuali ma anche e soprattutto allโ€™empiria โ€“ cioรจ alla considerazione che niente รจ conosciuto se รจ soltanto compreso con la potenza del pensiero che prova a esulare da quella del corpo. Potremmo considerare il significato semantico, legato allโ€™universo di senso del futuro della nostra specie, del mio libro Fragile umanitร  analogo a quello della Documenta 13 curata da Carolyn Christov-Bakargiev soltanto se trascurassimo che nel secondo caso le riflessioni sullโ€™avvenire hanno anche generato lโ€™esperienza corporale data da Song Dong con il Doing Nothing Garden o da Giuseppe Penone con la sua Idea di Pietra o ancora dal Carmageddon di Thomas Bayrle o dalla meravigliosa scultura Untilled di Pierre Huyghe. Se รจ vero che conoscere non รจ solo sapere, ma anche esperire, direi che non dobbiamo dilungarci molto su questo punto: il potere dellโ€™anticipazione modale dellโ€™arte contemporanea non รจ in alcun modo comparabile a quello di nessun altra disciplina creativa.


10.

AA โ€“ Arte Anticipazione, come ogni definizione piรน legata allโ€™esperienza dellโ€™arte che alla sua metafisica, mira a comprendere non tutto ciรฒ che accade (del resto una definizione che descrive ogni cosa non descrive nulla) ma il punto di arrivo comune della maggior parte delle pratiche artistiche contemporanee. Cosa mette insieme una performance corale di Marinella Senatore con un film di Adrian Paci? E cosa accomuna una installazione di Haegue Yang con un disegno di Anna Boghiguian? E cโ€™รจ un modo di non considerare completamente estranee le sculture di Lara Favaretto o Maria Lai da quelle di Anish Kapoor? Il minimo comune multiplo รจ lโ€™anticipazione, intesa come lโ€™intrinseca spinta a tutte queste pratiche verso una relazione col tempo presente data dallโ€™attuazione di una possibilitร  alternativa o futuribile non necessariamente qualitative.

11.

Esiste una relazione particolare tra arte contemporanea e capacitร  di bucare lโ€™attuale stato di cose del mondo rendendoci palesi possibilitร  alternative o sue probabili conseguenze. La conoscenza รจ un complesso insieme di ragione, sentimento, esperienza, volontร , errori. La nascita della figura del curatore, prendiamo per buona la figura di Harald Szeemann come prototipica in tal senso, mostra unโ€™esigenza tutta tipica dellโ€™arte contemporanea di creare ponti tra la filosofia e la produzione artistica: creare contatti inediti, unire imprevisti, rendere sensoriale e tattile la parola, avvolgere i fruitori dellโ€™arte in esperienze totalizzanti di lettura (cataloghi), visite dirette alle mostre, public program, oggi siti, podcast e piattaforme di vario tipo. Il dominio del controfattuale, spazio tipicamente filosofico, trova nelle arti contemporanee una possibilitร  potente data dalla attualizzazione in immagini, attivitร  performative, di questi altri fatti che altrimenti potremmo solo richiamare tramite lโ€™orizzonte metaforico degli esperimenti mentali. Se fino allโ€™idealismo tedesco lโ€™arte occidentale creava essenzialmente bellezza, oggi รจ altrettanto vero che lโ€™arte crea, produce e permette essenzialmente possibilitร  e anticipazioni.

12.

Immagino che in molti di voi pensino che il potere delle definizioni sia quello di essere un poโ€™ piรน precise. Cosa ha reso gigantesca la definizione di ยซArte Poveraยป data da Germano Cรฉlant? La precisione nel richiamarsi ai minimi termini, nella capacitร  di quegli artisti di impoverire i segni per ridurli ai loro archetipi, e anche lโ€™aver saputo mutuare il tutto dal movimento teatrale di Jerzy Grotowski. Dici ยซarte poveraยป e pensi subito ai materiali, alla riduzione minima delle forme simboliche, a unโ€™idea di guerriglia a una non meglio identificata arte tradizionale. ยซArte Anticipazioneยป, direte voi, rischia di essere tutto e niente insieme. Ma anche in questo caso, e vorrei essere il piรน preciso possibile in questo punto, mi riferisco a unโ€™idea di materiale โ€“ solo che questo materiale รจ la possibilitร  โ€“ e anche a unโ€™idea di guerriglia, solo che questa guerra non รจ una guerra di correnti, cioรจ di artisti contro altri artisti, ma di visioni del mondo ossia degli artisti contro la riduzione del mondo a tutto ciรฒ che accade. Il mondo, questa รจ la caratteristica essenziale dellโ€™arte anticipazione, รจ anche tutto ciรฒ che non accade, che potrebbe accadere e che accadrร . E tutto questo vasto insieme di fatti non verificati o ancora inverificabili lโ€™arte anticipazione ci permette di toccarli o sentirli, vederli o provarli. Ci concede il lusso di conoscere il mondo dopo lโ€™apocalisse dellโ€™antropocentrismo, di misurare le possibilitร  di un universo morale queer e non piรน bilanciato da generi inesistenti, trasmette la complessitร  di una vita umana completamente appesa alla tecnologia, costringe a osservare per ore un estraneo in una societร  dove la comunicazione รจ filtrata solo da schermi che tuttavia prima o poi si spegneranno come in un romanzo di Don Delillo.

13.

Dโ€™altro canto, credo che una definizione si misuri anche dal suo potere di escludere certi oggetti. Dire Arte Anticipazione non lascia spazio a quelle bislacche e ancora in voga idee secondo cui basti mettere un estintore in un piedistallo di un museo per definirlo come arte, ammesso che queste idee andassero bene anche negli ormai passati anni del ready-made da Brillo Box. Non รจ lโ€™aura a definire lโ€™arte, al massimo (ma non รจ il mio tema qui con voi), puรฒ aiutarci a definire il valore economico e non di un determinato oggetto. Lโ€™arte contemporanea, che appunto รจ tale solo in relazione alle possibilitร  che fornisce a chi la esperisce, รจ definita dal varco che รจ in grado di creare nellโ€™attuale in cui la nostra vita di ogni giorno รจ costretta a collocarci come vite immerse nella burocrazia o nel lavoro, nella cura dei figli piccoli o dei genitori malati. Unโ€™esperienza artistica contemporanea รจ come un buco nel formaggio, un tipo di pienezza data dallโ€™assenza che una possibilitร  improvvisamente ci mostra.


14.

Dobbiamo a Benedetto Croce lโ€™idea secondo cui ognuno di noi ha una sorta di comprensione ingenua dellโ€™arte del proprio tempo. In altre parole, lโ€™arte contemporanea รจ ciรฒ che tutti sappiamo cosโ€™รจ fino a quando non dobbiamo spiegare questa intuizione con piรน precisione a qualcun altro. Molte di queste difficoltร  derivano tuttavia proprio dal voler catturare metafisicamente lโ€™arte dando astratte condizioni necessarie e sufficienti di un fenomeno in perenne evoluzione oppure, e credo onestamente sia peggio, produrre tautologie per cui lโ€™arte contemporanea sia semplicemente una parte speciale del tessuto della realtร  sociale. Essere fermi a Platone, per cui lโ€™arte era un rispecchiamento della realtร , รจ di una gravitร  ancora piuttosto diffusa; purtroppo, al contrario di quello che sosteneva il celebre Luigi Pareyson, i filosofi e i curatori non possono occuparsi di arte se non conoscono attentamente il tipo di opere prodotte dal proprio tempo. E di filosofi nei musei, onestamente, ne ho visti pochissimi. Ci si รจ smarriti nella metafisica o nelle teorie della veritร  dimenticandoci che lโ€™arte non ha a che fare nรฉ con il vero, nรฉ tantomeno con il reale; lโ€™arte contemporanea, che in riferimento al nostro tempo ripeto mi pare meglio descrivibile dalla locuzione Arte Anticipazione, riguarda lโ€™interpretazione e il fantastico. Del reale attuale, per fortuna, gli artisti contemporanei non ne hanno mai avuto troppa cura. Troppa filosofia dellโ€™arte ha sbattuto con lโ€™ostacolo della comprensione dellโ€™arte a partire dallโ€™idea secondo cui le opere siano dei significati che gli artisti incorporano nei corpi delle opere mentre invece, e tutto cambia radicalmente, le opere sono finestre per osservare significati che stanno nel loro al di fuori. Si รจ scambiato il significato col significante, e questo รจ stato un errore imperdonabile.


15.

Credo che prima finiremo di utilizzare la (non) definizione ยซarte contemporaneaยป per descrivere lโ€™arte attuale prima inizieremo a mettere ordine sulle teorie generali e non generali dellโ€™arte odierna. In futuro, quando lโ€™arte di oggi non sarร  piรน contemporanea, la si descriverร  attraverso aggettivi non necessariamente temporali. รˆ con questo spirito, orientato a un dialogo il piรน aperto possibile, che metto in piazza la definizione di Arte Anticipazione. Una bussola per visitare musei e gallerie sentendosi parte di un progetto comune che non รจ solo temporale (attuale), e neanche squisitamente politico (contemporaneo), ma soprattutto controfattuale, legato al possibile, appeso al desiderio di osservare il qui e ora da un qualche punto immaginario che ha il sapore del poi (quel particolare tipo di futuro che chiamiamo ยซlโ€™avvenireยป). Questo fornisce un significato assai diverso ai musei dโ€™arte contemporanea, vittime del paradosso di Agamben per cui cercano di intrappolare come se fossero archeologie le cose che ancora dovrebbero esprimere tutto il loro potenziale politico; i musei dโ€™arte contemporanea sono delle navicelle spaziali, dove per spazio intendiamo lโ€™insieme delle galassie delle possibilitร  e dei futuri contingenti. Varcare una soglia di un museo o fondazione di questo tipo significa lasciarsi ogni pretesa di realismo alle spalle, pretesa che potremmo avere entrando in museo del Risorgimento o della Shoah. Ogni (buon) museo di arte contemporanea รจ soprattutto un museo di Arte Anticipazione, un dispositivo costruito per farci muovere nelle infinite vite che avremmo potuto fare o che ancora potrebbe capitarci di fare. Detto a complemento di questo punto, sta qui la ragione dellโ€™impossibilitร  di giudizio morale delle arti contemporanee: non rispettano nessuna etica perchรฉ hanno il compito di produrne di nuova.


16.

Ancora una precisazione a proposito di questa produzione di etica. Arte Anticipazione mi permette, come definizione di lavoro ancora tutta da aggiustare, anche di spiegare lโ€™idea dellโ€™artista stesso come opera, come forma di vita, alla base dellโ€™esistenza stessa di entitร  come le residenze per artisti. Lโ€™artista stesso, nellโ€™epoca della Arte Anticipazione, รจ costretto a performare su di sรฉ questo continuo sfidare il tempo presente mostrando altri modi in cui anche noi comuni mortali avremmo potuto vivere. Le residenze, per esempio, sono delle fabbriche di vite alternative a quelle dello ยซspendi-produci-crepaยป, e trovo davvero assurdo che ci siano stati filosofi impegnati nella comprensione dellโ€™arte contemporanea che sono partiti dal ruolo del mercato per capirci qualcosa. Il corpo dellโ€™artista contemporaneo, la sua vita alternativa a quella che noi comuni lavoratori dobbiamo svolgere, oggi piรน che mai รจ apertura verso possibilitร  alternative e futuribili di una vita umana immersa in uno scricchiolante post-capitalismo. Ancora obiezioni tipiche a campione: ma lโ€™arte non ha sempre espresso possibilitร  alternative, ma lโ€™artista non รจ sempre stato una forma di vita radicalmente altra? No, e chi dice cosรฌ o parla in malafede o in completa ignoranza di storia dellโ€™arte. In questa cornice la nascita della performance come cifra espressiva dellโ€™arte contemporanea, posizioniamola per convenzione negli anni Sessanta con il lavoro di artisti come Allan Kaprow senza tirare in ballo proto-performance come quelle del dadaismo, dice qualcosa di significativo sulla forza espressiva della definizione Arte Anticipazione. รˆ comune, tra i diversi approcci di antropologie delle arti visive, individuare nella performance un ovvio punto di contatto tra arte occidentale e rituali di vario tipo in tribรน, culture asiatiche o africane. Trovo estremamente fallace questa analogie, la performance dellโ€™arte contemporanea occidentale non ha la funzione di richiamare nรฉ uno spazio sacro o profano, nรฉ tantomeno una dimensione alternativa allโ€™essere, ma semplicemente di mostrare la vita proprio al di lร  della maschera. Anticipare o performare possibilitร  alternative a quelle maggioritarie che si mostrano come piรน reali del reale e non inventarne di nuove attraverso proiezioni dellโ€™inconscio come avviene nelle favole tibetane.


17.

Lo spirito di una nuova, seppur blanda e liquida tassonomia, come Arte Anticipazione รจ anche quello di ragionare sullo stato dellโ€™arte attuale durante lโ€™attuale processo globale di transizione verso il capitalismo digitale agevolato anche dalle svariate crisi ecologiche, pandemiche, ecc. Che funzione ha lโ€™arte in questo scenario? Ripeto, ancora una volta ponendovi la domanda corretta e non ontologica, a cosa ci serve lโ€™arte contemporanea entro questa cornice? Lโ€™arte che insegue il presente, preso per buono che Arte Anticipazione descriva di piรน della pretesa di un filosofo di capire qualcosa dellโ€™arte, si รจ ancorata alla falsa idea per cui essere online sia la forma prioritaria dellโ€™esistenza. Urge tuttavia un ruolo sul concetto di pubblico, e sullโ€™idea stessa che la produzione artistica non sia inattuale perchรฉ รจ contemporanea ovvero conflittuale: lo รจ perchรฉ maneggia lโ€™altrove con il lusso, inspiegabile a chi produce solo parole, di poterlo abitare.


18.

Che cosa anticipiamo? E perchรฉ? Lโ€™Arte Anticipazione non anticipa o produce alternative in modo casuale. Qui, entro questa che forse รจ piรน una meta-definizione, svolgono poi un ruolo essenziale le correnti, le tendenze, i diversi approcci tutti accomunati, a mio avviso, dalla comune necessitร  di mostrare una fragilitร  diffusa alla vita, al pianeta, al digitale, alla conoscenza, ai sentimenti. Se dovessi provare a fare lo sforzo di racchiudere in una parola o slogan ciรฒ che anticipiamo o mostriamo attraverso lโ€™Arte Anticipazione non potrei che usare la parola ยซfragilitร ยป, lโ€™idea piena di vergogna della finitezza di ogni elemento a partire dalla presa dโ€™atto definitiva che ciรฒ che non sappiamo di sapere รจ infinitamente piรน grande di ciรฒ che, socraticamente, sapevamo di non sapere. Spesso anticipiamo le conseguenze di questa fragilitร , talvolta mostriamo alternative a questo stato dellโ€™essere, il piรน delle volte sulla fragilitร  costruiamo interi ragionamenti come quello delle ultime Biennali dโ€™Arte di Venezia e non credo sia folle vedere il filo comune della fragilitร  in alcuni dei piรน importanti e (apparentemente diversi) artisti viventi come El Anatsui, John Baldessari, Phyllida Barlow, Carol Bove, Sheila Hicks, Rashid Johnson, Barbara Kruger, Zoe Leonard, Faith Ringgold, Ed Ruscha, Nari Ward o Adriรกn Villar Rojas.

19.

Il nodo della fragilitร , in questa mia analisi sullโ€™anticipazione, รจ essenziale. Lโ€™arte del nostro tempo รจ un continuo mostrarci, riconoscendola o combattendola in modo paradossale come ha fatto Anselm Kiefer, tutta la fragilitร  della nostra esistenza e organizzazione della conoscenza e presunto futuro del mondo. Lโ€™Arte Anticipazione, del resto, รจ anche e soprattutto unโ€™arte fragile; la cultura contemporanea ci ha insegnato a usare gli occhi per capire e giudicare, apprendere visivamente e desiderare. Eppure, lโ€™immaginazione scatenata dallโ€™intensitร  di unโ€™opera dโ€™arte anticipazione volta a far collassare il piano del reale (contingente) su quello del possibile (e troppo spesso relegato a una posizione subalterna nelle nostre societร  tecnovisive), possiede una raffinata capacitร  di lettura del mondo. La fragilitร  รจ ovunque intorno a noi, anche se viene nascosta e troppo spesso rischiamo di non vederla. Arte Anticipazione รจ anche una guerriglia a questa idea della forza come valore assoluto: anticipiamo un mondo che comunque, presto o tardi arriverร  davvero, che poi รจ il mondo di una vita umana ยซprimitiva-futuraยป, fuori da Internet e dalle pretese del dominio. Senza nessuna apocalisse, mi pare ovvio che nel momento storico in cui viviamo gli artisti stiano soprattutto anticipando e mimando la fine del mondo (o, piรน tecnicamente, di un tipo di mondo).


20.

Il riconoscimento della fragilitร  รจ lโ€™essenza di ogni possibile rivoluzione. Unโ€™opera dโ€™arte, mi sembra cosรฌ ovvio che quasi mi vergono a dirlo, รจ un messaggio che qualcuno ha lasciato e che puรฒ essere inteso anche se il mittente รจ morto, e che anzi va letto come se il mittente fosse giร  morto. Unโ€™opera รจ un messaggio di un morto โ€“ indipendentemente dalle caratteristiche vitali dellโ€™artista โ€“ in cerca di un qualche osservatore vivente capace di capirci qualcosa. Per questo motivo le opere sono come dei fantasmi che ci cercano e ci trovano. Come leggeranno i futuri vivi le opere di noi morti di questo presente ormai giร  passato? Il famoso critico Craig Owens sosteneva che quando cerchiamo di capire unโ€™opera dโ€™arte stiamo in realtร  mascherando la volontร  di capire qualcosa riguardo la struttura della nostra vita. E la struttura delle nostre vite, abitanti dei primi decenni del 2000, รจ una costellazione di spauracchi e paure, pretese di digitalizzare ciรฒ che ci manca in una totale alienazione dai nostri bisogni piรน intimi, un ghirigori continuo di ecologie, guerre per il cibo, paura di scarsitร  di acqua e di luce elettrica. Ma nellโ€™attesa del disastro, il piรน delle volte, viviamo come in una continua festa in piscina. La soggettivitร  non รจ nella forma ma nel contenuto della opere dโ€™arte recenti; lโ€™arte contemporanea non pone una questione sul significato di qualcosa, che sia un quadro, un concetto, una scultura o una performance. Il compito dellโ€™Arte Anticipazione รจ quello di permettere di entrare in contatto con qualcosa a cui fino a quel momento non si aveva accesso. Quello che lโ€™arte recente costruisce e modula รจ quindi la relazione, inventando un processo di soggettivizzazione che non esisteva in precedenza. Per questo motivo lโ€™arte contemporanea รจ come la vita di ogni giorno, una questione di finzione.


Immagine di Roberto Gelini

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