I Seminari di Parigi nei primi anni ’90



Pubblichiamo un'introduzione di Luca Perrone a I Materiali per il dibattito politico – Seminario di Parigi febbraio 1992. Critica e rinnovamento delle categorie operaiste nei seminari degli italiani di Parigi dei primi anni ’90. In fondo all'articolo è possibile scaricare il pdf de I Materiali


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Il documento Materiali per il dibattito politico – Seminario di Parigi febbraio 1992 è stato prodotto nell’ambito dei seminari parigini rivolti ai militanti italiani dei primi anni ’90. Questi seminari rientrano nella ripresa del lavoro politico dei rifugiati italiani latitanti a Parigi che si erano raccolti attorno a Toni Negri. In Italia, finalmente, si assisteva all’apertura di una nuova fase di conflitto, a partire dalla risposta allo sgombero del Leoncavallo a Milano il 16 agosto 1989, lo sviluppo delle esperienze del sindacalismo di base, l’esplodere nel 1990 dal movimento della Pantera, movimento che ha formato una generazione militante. Nel giugno 1991 a Venezia si era tenuto un partecipatissimo International Meeting di movimento, dall’89 si stava diffondendo la rete Ecn (European counter network). Il 1992 è un anno davvero particolare nella storia italiana: sotto le macerie del Muro di Berlino rimane anche il sistema politico italiano che implode, è l’anno di «Mani pulite» e dell’affermazione della Lega, della firma del contestato «Protocollo» tra governo Amato e sindacati sulla politica dei redditi, la lotta all’inflazione e il costo del lavoro siglato il 31 luglio, l’anno della finanziaria «lacrime e sangue» del governo Amato, degli attentati mafiosi contro Falcone e Borsellino, del Trattato di Maastricht e del mercoledì nero della lira italiana, quando, il 16 settembre 1992, la lira esce dal Monetario Europeo, con una conseguente forte svalutazione. Al di sotto di tutto questo, la certezza ormai degli enormi cambiamenti della composizione di classe. Grande è il disordine sotto il cielo in quel momento. In questo contesto, decine di militanti, inseriti in collettivi e situazioni di lotta in Italia, di diverse generazioni politiche, si rivolsero a Parigi per adeguare i propri strumenti di analisi in un percorso collettivo. Si va a Parigi ai seminari organizzati da Negri e compagni per cercare di orientarsi, chiedendosi se gli strumenti teorici e concettuali dell’operaismo siano ancora utilizzabili e cosa sia da attualizzare per essere all’altezza della impressionante situazione che si sta vivendo.

I compagni di Parigi in quegli anni si erano dotati di strumenti di intervento politico, come l’Associazione XXI secolo; il rapporto con Jean-Marie Vincent aveva aperto l’accesso all’Università di Paris VIII a Saint-Denis. Les Italiens poco alla volta avevano ripreso a sviluppare la ricerca sociale e il gruppo aveva iniziato a pubblicare la rivista «Futur antérieur», il cui primo numero esce nella primavera del 1990. Della rivista escono quattro numeri all’anno, sempre estremamente densi: alcuni degli articoli iniziano a circolare in Italia, grazie alle traduzioni che appaiono fin dai primi numeri della rivista «DeriveApprodi» nel 1992. La rivista bolognese «Progetto memoria» di Valerio Evangelisti traduce un articolo di Maurizio Lazzarato, La Panthère et la communication, uno dei primi tentativi di analizzare le novità del movimento che ha portato all’occupazione delle università italiana nel 1990, il movimento dei fax. Nella redazione di «Futur antérieur» ci sono oltre a Negri e Lazzarato, Jean-Marie Vincent, Michael Hardt e fin dai primi numeri si hanno contributi di Alisa Del Re, Giorgio Agamben, Gilles Deleuze, Marco Revelli, Claus Offe, Giuseppe Cocco, Claudio Vercellone, Etienne Balibar, Alessandro Pandolfi, Paul Virilio e molti altri. Una rivista di taglio europeo, che «per una decina d’anni rappresenterà il meglio della critica marxista del presente» [1]. Il gruppo de Les Italiens aveva cominciato a costruire collettivamente, attraverso lo strumento del seminario tenuto dal Collège international de philosophie o dall’Université européenne de la recerche, le categorie per interpretare i cambiamenti profondi del lavoro e della società, rinnovando il pensiero dell’operaismo italiano e mettendolo a confronto con il pensiero radicale europeo e americano. Al seminario iniziano a partecipare, in un numero crescente, militanti italiani e per questo nasceranno i seminari in italiano. Tra il 1992 e il 1993 si tengono diversi incontri nella sede dell’Harmattan, la casa editrice di «Futur antèrieur», o alla Casa dei protestanti, quasi davanti al Senato – Luxembourg. Ricorda Negri: «Nel 1990, c’è la “Pantera”, un movimento di studenti che da Palermo si estende alle università di tutta la penisola, trasformando i fax da mezzi di comunicazione in strumenti di organizzazione. Anche i centri sociali, ridotti a trincee di resistenza durante gli Ottanta, vengono reinvestiti nella lotta politica dalla Pantera. I movimenti si risvegliano sulla spinta degli universitari: claudicanti, ma di nuovo in piedi. Giovani compagni cominciano ad affluire, ben accolti, a Parigi: nei seminari che si organizzano, il racconto delle storie recenti dell’autonomia organizzata e la ripresa della discussione teorica, la programmazione di nuove inchieste e la definizione di ambiti e luoghi di “conricerca/intervento” si combinano al confronto politico. Prima arrivano i giovani compagni milanesi di «Klinamen», poi i veneti, i torinesi, poi compagni da Bologna e da Roma: un vero e proprio pellegrinaggio. I parigini comunicano loro quel che fra Paris 8 e i seminari del Collège si elaborava, e soprattutto, raccontando storie, fanno capire quanto militanza e critica siano sempre state unite nel movimento dell’autonomia e come si siano intrecciate l’insubordinazione, la volontà di sapere, la resistenza e la capacità di “essere maggioranza” nella classe. Quei compagni, costretti alla miseria di una opaca sopravvivenza, vogliono riprendere gusto all’esercizio di una forza maggioritaria; alcuni giovanissimi, altri passati attraverso il carcere, o anni di latitanza: tutti volevano ricostruire autonomia, centri sociali, campagne di lotta emancipatrici, organizzazione degli sfruttati. E si sentivano subito europei: un grande passo in avanti» [2]. Questo il clima che si respirava in quegli incontri.

Il primo seminario, con sedute mattutine e pomeridiane, si tiene il 21-22-23 febbraio 1992 e ha per titolo Inchiesta operaia per il XXI secolo. L’intervento di apertura di Negri è incentrato su Critica e rinnovamento delle categorie operaiste, a cui segue un intervento su Problematiche del general intellect, per poi passare all’analisi delle lotte in Francia e Italia. I Materiali per il dibattito politico distribuiti sono quindi un contributo che prova a ridefinire la categoria del lavoro, mettendo sotto la lente d’ingrandimento la nuova qualità del lavoro. I compagni di Parigi annunciavano il frutto della loro riflessione: «Abbiamo cercato di sintetizzare questa nuova qualità del lavoro con la categoria del lavoro immateriale». Novità che imponeva la riapertura di un lavoro di inchiesta per verificare le letture delle trasformazioni che stavano intervenendo nella produzione sociale e le loro conseguenze. Il seminario dell’anno successivo, nel pieno della crisi politica italiana, si tiene il 2-3-4 aprile 1993, promosso dall’Associazione XXI secolo, aveva come titolo La prima crisi del regime post-fordista. Il tema dell’incontro nell’aprile 1994 sarà Il deplacement della costituzione materiale italiana fra Prima e Seconda repubblica.

In quei seminari si susseguono gli interventi di Negri, Vercellone, Virno, Agamben, Lazzarato, Marazzi, Mezzadra, Piperno, interventi sempre di alto livello teorico e ricchi di indicazioni per una azione militante da svolgere al ritorno nei propri territori. Ad accogliere i più giovani c’era Andrea Morelli, inseguito da un mandato di cattura per la sua appartenenza ai Comitati comunisti rivoluzionari, e Saverio Ansaldi. Per una nuova generazione di militanti, quelli del dopo-repressione, quei seminari rappresentarono l’occasione straordinaria di conoscere e sentire finalmente direttamente i «cattivi maestri», i cui libri in Italia erano stati mandati al macero affinché nessuno potesse più leggerli, ma anche di incontrare compagni che avevano militato in «Rosso» o nelle mille articolazioni dell’autonomia, ma anche e soprattutto di scoprire una rete di gruppi e collettivi che in Italia avevano ripreso a utilizzare lessico e categorie operaiste. Infine, i seminari furono un modo per provare ad assimilare la pratica del lavoro di inchiesta che Les Italiens avevano messo in piedi a Parigi in quegli anni, condividendo materiali come la produzione video sull’«operaio ristrutturato» della Peugeot dal titolo Voyage au pays de la Peuge [3], prodotto da In’media con il contributo di Raffaele Ventura e Maurizio Lazzarato, il libro inchiesta su Benetton e Le Sentier [4], la ricerca sul bacino del lavoro immateriale nella metropoli parigina [5], le riflessioni sulle lotte degli «intermittents du spettacle» o delle infermiere nella sanità o nei trasporti. Così come si lessero avidamente le Venti tesi sul comunismo di Negri, pubblicate di recente [6]. Un’ondata di lotte attraversava la Francia, quindi l’Europa. Lotte nuove, su cui dovevamo riflettere.

Il ripetersi degli appuntamenti seminariali, piuttosto ravvicinati, permisero di rinsaldare reti di relazioni e di allargare il giro di chi interveniva. Elemento fondamentale fu la riproposizione in Italia, in termini collettivi, dei contenuti di quelle discussioni e di quei confronti, e questo avvenne grazie a riviste come «Klinamen» a Milano [7] e «DeriveApprodi» rivista. Frutto di quegli incontri, furono infine i numeri della rivista «riff raff. Attraverso la produzione sociale», usciti tra il 1993 e il 1994, prodotta dai «padovani» e con la collaborazione attiva ed esplicita della redazione di «Futur antérieur» e di chi a Parigi era passato, che rielaboravano in Italia e per i movimenti italiani le discussioni sviluppate a Parigi.



Note [1] Toni Negri, Galera ed esilio. Storia di un comunista, Ponte delle grazie, Milano, 2017, p. 345. Di «Futur antérieur» ricordiamo soltanto alcuni contributi più rilevanti e avidamente letti e discussi in quegli anni, come T. Negri, De la transition au pouvoir constituant, n. 2, 1990; M. Lazzarato, T. Negri, Travail immatèriele et subjectivitè, n. 6 dell’estate 1991; T. Negri, Valeur-travail: crise et problèmes de reconstruction dans le post-moderne; P. Virno, Quelques notes à propos du general intellect; M. Lazzarato, Le concept de travail immatériel: la grande entreprise, n. 10 del 1992. Molti degli articoli più significativi di «Futur antérieur» saranno tradotti e diffusi in Italia dalla rivista «DeriveApprodi»: ad esempio il numero zero del luglio 1992 pubblica M. Lazzarato, T. Negri, Lavoro immateriale e soggettività, mentre sul n. 2 dell’estate-autunno 1993 compare T. Negri, Dalla Transizione al Potere Costituente. [2] Toni Negri, Galera ed esilio. Storia di un comunista, cit., p. 410. [3] Voyages au pays de la Peuge, documentaire, réalisé par Samir Abdallah, Maurizio Lazzarato, Angela Melitopulos, Raffaele Ventura, France 1990, 62 minutes. [4] M. Lazzarato, Y. Moulier-Boutang, A. Negri, G. Santilli, Des entreprises pas comme les autre. Benetteon en Italie Le Sentier à Paris, Publisud, 1993. [5] M. Lazzarato, A. Negri, Le bassin de travail immateriel (B.T.I) dans la metropole parisienne: definition, recherches, perspectives, Centre de recherches sur les technologies et le travail, Paris, janvier 1993. [6] A. Negri, Venti tesi sul comunismo, manifestolibri, Roma 2020. [7] Basta scorrere il sommario del numero 3 di Klinamen del maggio 1993, ad esempio, con interventi di Virno, Sergio Bologna, Michael Hardt, Canal Déchaî sulle lotte degli intermittenti dello spettacolo in Francia,e una intervista a Negri dal titolo Il cervello la macchina il comunismo.


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